Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Galeotto fu il ginecologo
tradimenti

Galeotto fu il ginecologo


di cuckold211
12.03.2026    |    386    |    4 9.4
"Lui le imprime una certa pressione sulla spalla e lei si abbassa sui talloni; dopo averlo guardato e leccato un po', si infila la cappella in bocca e dà inizio ad un pompino da vera ingorda..."
Nota dell'Autore: Racconto non mio, ma di una coppia palermitana, che ha sempre voluto mantenere l'anonimato, preferendo inviare delle bozze per farmele pubblicare. Per lungo tempo non mi era stato più trasmesso niente, ma ora, finalmente, son tornati e quanto segue è oggetto di fatti realmente accaduti. Va ancora precisato che, a differenza di quanti preferiscono annoverare il "cuckoldismo" come una pratica umiliante, sia per il lui di coppia che per la lei, qui viene trattato come esempio di passione sconfinata da parte del lui per la propria donna, bella al punto da meritare ogni considerazione, soprattutto riguardo all'esuberanza sessuale, che spesso viene stimolata da altri, proprio in virtù di quelle sue qualità anatomiche, che la fanno apparire come una dea. Qui si parla di una coppia, 45enne lui, 42 lei, che praticano il gioco da circa 5 anni: lei una donna molto bella, bassina, ma con un corpicino da invidia, capelli neri, una quarta di seno, impiegata alle poste; lui un bravo ragazzo che lavora come autista in una società di spedizioni, cuck convintissimo ed una figlia, oggi 15enne. Lui Luigi e lei Antonella, furono presentati ad una serata, dove c'erano tre coppie, con mariti spettatori, e tre singoli deputati a scopare le mogli. Qui di seguito la storia vissuta da questa coppia.

*************************************

Sono Luigi e posso dire di esser sempre stato intrigato dal mondo cuck. Fin da ragazzino, ho nutrito fantasie anche nei confronti di mia madre e mia sorella, allorché mi accorgevo del desiderio che instillavano in estranei; la cosa mi eccitava e, quando ho conosciuto Antonella, avevo archiviato quei pensieri, ritenendole fantasie di ragazzino. Invece, la prima volta che l'ho vista ballare con un suo cugino, al matrimonio della sorella, avendola vista stretta a quello, mi sono ritrovato a cazzo duro.
Dopo il matrimonio con Antonella, ebbi una nuova avvisaglia riguardo la mia sessualità, allorché la condussi dal ginecologo; lui, un uomo maturo sui 60 anni, mi chiese se avessi voluto assistere alla visita ed io accettai.
Mentre mia moglie si toglieva le mutandine dietro il separé, ho cominciato ad avvertire le farfalle allo stomaco.
Lui, uomo vissuto, oltre che esperto di certe dinamiche che si instaurano tra moglie e marito, mi guardava sorridendo, forse mi leggeva in faccia che mi stavo eccitando. Quando mia moglie è salita sul lettino e si è posizionata per la visita, di sicuro sarò diventato rosso per l'emozione; intanto lui, mentre faceva la visita, mi guardava e mi faceva l'occhiolino, costringendomi ad abbassare lo sguardo. Mi sentivo come un pivello, colto con le mani nel sacco; quando la visita fu completata, mia moglie si asciugò con dei tovaglioli forniti da lui e si rimise le mutande davanti a noi.
Il dottore, nel salutarci, mi batte una mano sulla spalla e ci fa i complimenti:
"Siete una bella coppia e tutto procede bene: potete avere tutti i figli che vorrete".

Giunti a casa, in cucina, faccio mettere Antonella a 90 gradi, appoggiata al tavolo e la prendo da dietro, con una foga da maniaco sessuale; lei mi chiede a chi o cosa è dovuta quella mia super eccitazione ed a me scappa di dire:
"Al dottore, che si è eccitato come un porco, mentre ti infilava le dita nella figa".
Per un certo tempo, ogni nostra scopata veniva arricchita da un racconto, su cosa avesse fatto prima di conoscere me. Lei aveva capito che mi eccitavo a sapere ed immaginarla con qualcuno che non fossi io.
Dopo la nascita di nostra figlia, il vigore sessuale aveva subìto un calo notevole, a causa di tanti problemi; per un po' di anni, ci siamo sentiti come spenti, finché, cinque anni fa, nell'ufficio postale dove lavorava Antonella, arrivarono nuovi impiegati e, fra questi, un giovane coetaneo di Antonella, che era stato trasferito da un paese lontano circa cento km da Palermo.
Questo ragazzo cercava un monolocale per abitarci da solo e poi, sabato e domenica, ritornare a casa, dove aveva moglie e figli. Quando Antonella mi mise a parte delle difficoltà del collega e mi accorsi di come ne parlava, capii: i suoi occhi si accendevano, quando parlava di lui.
La nostra casa è una palazzina composta da garage, un primo piano, occupato da noi ed una terrazza soprastante, munita di due stanze e bagno, che d'estate usiamo molto raramente.
Le propongo di invitare il collega a cena, qualche sera, così per non farlo sentir solo; era alloggiato in un b&b e, per mangiare, si arrangiava presso qualche tavola calda. Mia moglie ha subito risposto che si aspettava che le proponessi di avanzare questo invito; così, due sere dopo, avevamo il collega a cena. Appena l'ho visto, ho subito capito perché mia moglie fosse interessata a questo ragazzo: sul metro e ottanta, fisico da nuotatore, falso magro.
Prima che arrivasse, mia moglie si era cambiata d'abito: adesso era abbigliata con un vestito sopra il ginocchio, scarpe con tacco alto, un velo di trucco, che le dava una certa aria da predatrice; le faccio i complimenti e lei mi dice che non voleva sfigurare davanti all'ospite.
Lui, quando entra, porta una bottiglia di vino e una rosa per lei; si baciano sulla guancia e, dopo le presentazioni, ci accomodiamo in salotto; lei ci porta un aperitivo e ci dice che ci avvertirà appena sarà tutto pronto.
Ci lascia e lui mi racconta ogni cosa di sé: che è sposato e che, a causa di un cliente amico, cui aveva fatto dei favori, si era beccato il trasferimento, al posto del licenziamento; adesso, però, non sapeva che fare; nel suo paese, aveva tutto: la moglie lavorava, i figli a scuola, la casa di proprietà e, di certo, non poteva spostare tutta la famiglia.
Così si era deciso a prendere un bilocale qui e tornare a casa nei weekend.
Una volta finito di cenare, ci siamo seduti tutte e tre in salotto; non so come sia successo, ma mi son seduto nella poltrona, permettendo che mia moglie gli si sedesse accanto; inutile dire che la cosa mi ha fatto risvegliare quella parte di me, sopita da anni; vedevo Antonella molto presa e la cosa mi faceva immensamente piacere, invece di darmi fastidio. Quando lui è andato via e siamo andati a letto, eravamo entrambi con una voglia pazzesca addosso; abbiamo fatto sesso e, mentre la prendevo alla missionaria, guardandola negli occhi, le ho chiesto se quel giovane le piacesse e se, avendone la possibilità, le sarebbe piaciuto poterselo scopare. Lei ha chiuso gli occhi e mi ha detto: "Sì, sììììì" ed ha goduto.
Me ne son venuto a mia volta, sentendo quel suo *Sì*; poi, senza pulirci, ci siam distesi accanto ed ho riaperto il discorso; le ho riferito di aver capito che si sentiva attratta da quel giovane e che la cosa mi eccitava davvero tanto. Lei mi ha rivolto uno sguardo interrogativo e mi ha risposto:
"Calma, non dobbiamo far sì che una fantasia possa rovinare la nostra normale vita familiare".
Il discorso, per quella sera, si è concluso li. Però l'indomani, a saperla a contatto con lui, mi ha tenuto l'intero giorno con l'adrenalina addosso e, a sera, le ho chiesto come si era svolta la giornata; lei mi ha raccontato tutto e mi dice che il collega sarebbe andato a vedere un bilocale, proprio quella sera. Dopo un po', le perviene un messaggio, comincia a chattare e poi mi riferisce che era lui e, per quel mini locale, gli avevano chiesto una somma esorbitante.
Mentre stiamo andando a letto, mi viene un'idea e la propongo a mia moglie:
"Perché non affittargli le stanze in terrazza? Per noi, rappresenterebbe un'entrata extra e per lui, al di là di una spesa più adeguata, sarebbe stato anche più comodo, in quanto più vicino al lavoro".
Lei mi guarda e non risponde; dopo un po', le chiedo perché non mi ha risposto; lei mi guarda e dice:
"Ma, davvero vuoi le corna?"
Faccio finta di non aver capito e proseguo dicendo:
"Che hai capito? Pensavo ad un possibile incremento economico!" Lei ride e dice:
"Già averlo accanto al lavoro, è per me una tortura; manca solo che me lo metto qui in casa ed è fatta".
Il nostro dialogo finisce lì e, per un paio di giorni, non lo apriamo più; a fine settimana, lui torna a casa e, il sabato mattina, lei dice che salirà di sopra a far pulizie e metter un po' d'ordine, perché erano mesi che non lo faceva; mentre era di sopra, la mia mente corre subito al fatto che quelle pulizie potessero rappresentare l'accettazione della mia proposta: aveva intenzione di mostrargli casa?
A lei non ho detto nulla di quanto pensato; lui, il lunedì, quando ritorna porta del formaggio e dei biscotti dal suo paese; vorrebbe darli a lei in ufficio, ma viene invitato a casa e portar quei regali in mia presenza; quando rientra, mi avverte che lui verrà dopo cena, perché, dal paese, ci ha portato un pensierino. Quando arriva, ci salutiamo come vecchi amici; questa volta, lei è in tuta e pantofole, ma quella sua mise era come una seconda pelle: erano evidenti le sue forme, quelle del culo in particolare, quasi fosse nuda. Mentre si parlava, seduti sul divano, vedo che lui, in modo alquanto discreto, lancia sguardi famelici su di lei. Anche lei lo guarda negli occhi, finché non guarda me e dice:
"Amore, perché non lo fai tu? Proponi ad Enrico quello che pensavi circa la disponibilità delle stanze in terrazza".
A quel punto, ho avuto la certezza che lei lo voleva ed avrebbe fatto di tutto per chiavarselo.
Capisco al volo e gli espongo la nostra idea; lui è entusiasta e mia moglie gli propone di salire su per mostrargli le stanze; io faccio finta di dover andare in bagno e dico loro che li raggiungerò quanto prima.
Lascio passare un po' di tempo, poi, molto silenziosamente, salgo; la porta era socchiusa e loro erano fuori, in terrazza; tra la stanza e la terrazza, c'è una finestra con delle tende, mi nascondo dietro quelle, in modo da non esser visto, e li guardo: lei, mentre parlava, guardandolo in faccia, gli prende una mano e gliela accarezza; lui le accarezza i capelli e penso di dover correre ai ripari; trovandosi all'aperto, dalle case vicine potrebbero esser visti, allora faccio un po' di rumore per allertarli che stavo per entrare; loro si staccano.
Quando lui va via, chiedo a mia moglie di riferirmi tutto quanto stava succedendo; desideravo esser messo al corrente di tutto e, se lei desiderasse scoparselo, io ne accettavo tutte le conseguenze, così da non rovinare la famiglia; al contrario, se dovessi scoprire che lei mi nascondesse qualcosa, avrei fatto la valigia e me ne sarei andato di casa.
Lei mi dice: "Tranquillo, ancora non c'è niente tra me e lui e, qualora tu dovessi non esser d'accordo, non succederà niente; ma, se a te veramente eccita questo gioco, sappi che sono d'accordo con lui a farti cornuto".
Le dico di aver visto come, in terrazza, si tenevano per mano e lei mi dice che, prima di salire, lui l'aveva baciata, ma lei lo aveva redarguito, invitandolo a restare al suo posto.
Mentre dice questo, mi scopre e vede che ho il cazzo duro; allora sbotta:
"Accidenti, se solo un bacio ti provoca questo effetto, provo ad immaginare cosa ti succederebbe se gli facessi un pompino"!
L'indomani lui si trasferisce da noi; non aveva molto, solo un trolley contenente biancheria intima e qualche cambio di vestiti; il venerdì avrebbe portato a casa sua tutti gli indumenti sporchi, in modo da non aver bisogno di servirsi di una lavanderia.
La sera lo chiamo per il caffè e lui quasi si sentiva in soggezione; diceva che non intendeva recarci fastidio. Mia moglie aveva un grembiule di quelli con i bottoni davanti e teneva aperto l'ultimo bottone sulla coscia ed il primo sul seno; era visibile parte del merletto del reggiseno.
Lui non faceva altro che guardarla in continuazione; lei lo guardava di sottecchi; mi voltai con lo sguardo sul suo pacco e notai un gran bozzo; mi rendo conto che il giovane sia ben attrezzato ed anche mia moglie non riusciva a distogliere lo sguardo da quella visione.
Stavamo vedendo un film in TV, quando mi alzo e vado in cucina; in realtà, mi sistemo dietro la porta; la visuale, rispetto a dov'ero, non era delle migliori, perché ero alle spalle del divano, per cui vedevo solo le loro teste. Quando son uscito dalla stanza, si son avvicinati e baciati, con tanto di lingua in bocca.
Do loro il tempo di gustarsi il bacio e rientro; lei mi fa l'occhiolino, lui era rosso in viso ed il bozzo era diventato impressionante.
Quando è andato via, lei mi fa: "Ti è piaciuto lo spettacolo? Ti ho visto, sai?"
L'ho abbracciata e baciata, poi abbiamo fatto sesso sul divano; lei era fradicia, aveva voglia come una cavalla in calore e mi ha detto, mentre mi cavalcava, che gli aveva toccato il cazzo: ora era certa che aveva un palo enorme.
Ormai avevamo rotto il ghiaccio, qualsiasi cosa fosse accaduta da quel momento in poi, eravamo complici; l'indomani pomeriggio, prima di cena, lei mi dice:
"Salgo a vedere se ha bisogno di qualcosa". Io ero impossibilitato a muovermi: c'era nostra figlia in casa. Dopo qualche ora, scende, va subito in bagno e, dopo un po', ci ritroviamo in cucina; sussurrando, le chiedo cosa sia successo e lei, sempre sottovoce, mi dice:
"Ho la mandibola indolenzita; ha un membro enorme e, alla fine, mi ha fatto il pieno; per stasera posso non cenare".
Non vi dico l'effetto che mi ha fatto; mi si son rivoltati gli occhi per l'eccitazione; l'ho abbracciata da dietro e l'ho baciata; lei, ridendo, mi dice: "Tranquillo, ho provveduto a lavare i denti".
La sera, con più calma, mi racconta che, quando è salita, lui era sotto la doccia, poi, in accappatoio, ne è uscito; appena lei è entrata, lui ha visto che era sola e l'ha abbracciata; l'accappatoio si era aperto ed il cazzo era già lì, che le sbatteva sulla pancia; ha allungato una mano e l'ha impugnato; è rimasta sbalordita, nel vedere che non riusciva a chiudere la mano intorno al membro, per quanto era grosso.
Lui le imprime una certa pressione sulla spalla e lei si abbassa sui talloni; dopo averlo guardato e leccato un po', si infila la cappella in bocca e dà inizio ad un pompino da vera ingorda.
La fellatio prosegue con tutta la passione che le riesce di mostrare, finché lui, tenendole la testa bloccata, le riempie la bocca con un mare di sborra; lui le dice:
"Su, bevi tutto, fammi felice!" Lei lo guarda ed ingoia tutto; poi si alza e gli dice:
"Devo scappare, altrimenti potrebbe sospettare qualcosa."
Non vi dico le scopate che ci siamo fatte da quella sera in poi; mi son sentito rinascere; la mattina ero io ad andar per primo al lavoro, mia moglie accompagnava mia figlia a scuola e poi andava a lavorare; aveva due pomeriggi liberi a settimana e due ore al giorno per la pausa pranzo. La sera dopo quel pompino, mia moglie gli ha dato un passaggio con l'auto; lui non avrebbe voluto, perché temeva che, se li avessi visti assieme in auto, potevo aver dei sospetti; lei, ridendo, gli risponde:
"Tranquillo, mio marito è di mentalità aperta". Lui avrebbe voluto esser chiarito su cosa e lei: "Su tutto".
A sera, come sempre, mi racconta; si era ormai verificato il primo passo, per coinvolgere quel giovane secondo le fantasie che nutrivo; la sera scende per il caffè, parliamo un po' di tutto, poi mia moglie lo invita ad aiutarla a cambiare una lampada nella stanzetta della figlia, che era in compagnia di amichette.
Mentre erano lì, lei gli tocca il cazzo; lui la riprende, dicendole di smetterla, teme possa succedere un casino; appena ritornano, si siedono ed è lei ad aprire la discussione:
"Hai mai sentito parlare di coppie libere, dove al marito piace veder la moglie fare sesso con un altro?"
Lui dice di sì e ci guarda entrambi; a quel punto, sono io a prender la parola e gli dico che noi siamo una di quelle coppie e, se lui non ha niente in contrario, può diventare il nostro amico di fiducia. Lui balbetta, ma poi accetta, sottolineando che non ha mai avuto esperienze di quel tipo, per cui non sa come reagirà in mia presenza; ci riesce mia moglie: avvicina la bocca alla sua e gli dice semplicemente: "Proviamo?" Mentre si baciano, vedo lui che mi guarda con occhi spaventati.
Nel mentre le ragazze se ne vanno. Io mi alzo e li lascio soli; sto via, in bagno, per una ventina di minuti, poi, pian piano, mi avvicino; li trovo entrambi nudi, lei sopra di lui che lo cavalca; lo faceva molto lentamente, perché accusava l'enormità della sua dotazione. Quando scendeva sul cazzo, avevo l'impressione che potesse mancarle l'aria nei polmoni.
Dopo un po' lui mi vede, gli faccio cenno che è tutto ok; si baciano, mentre lei lo cavalca, poi lui le chiede dove vuole che le sborri; lei gli risponde:
"Dentro, tranquillo, prendo la pillola".
Vedo che si ferma e, subito dopo, cominciano a vibrare entrambi: stavano godendo nello stesso istante; poi lei si è alzata ed ha macchiato tutto, divano e tappeto, poi, con una mano messa a tappo sulla figa, ed è corsa in bagno.
Da quel giorno non c'era occasione, sia in mia presenza che da soli, che non scopassero; dopo di che venivo reso edotto di cosa avessero fatto, raccontandomi ogni cosa. Una volta siamo stati invitati a casa sua per un fine settimana; il venerdì siamo partiti tutti e tre con la nostra macchina; appena in autostrada, mia moglie mi ha espresso il desiderio di potersi sedere dietro con lui. Mentre guidavo, lei gli ha fatto un pompino da sballo; lui mi esortava a star attento, di evitare i dossi, altrimenti il cazzo le sarebbe penetrato fino in gola, Anche in quell'occasione ha bevuto tutto; abbiamo conosciuto la sua famiglia: la moglie era una maestra di scuole elementari, una bella ragazza, ma dal portamento molto contenuto, seriosa; lui mi riferiva che non gli faceva pompini, ma solo scopate alla missionaria ed al buio.
Aggiungeva che con Antonella aveva scoperto un mondo nuovo; mi diceva che gli sarebbe piaciuto farle il culo, ma mia moglie non glielo aveva concesso, temendo di dover ricorrere alla professionalità di un chirurgo, per quanto era grosso. Dopo qualche anno, lui era riuscito a tornare in servizio nel suo paese: non potrò mai dimenticare quanto sia stato impegnativo quell'anno.

FINE


Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.4
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Galeotto fu il ginecologo:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni